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2003
25
Mag

Mr. Warner colpisce ancora!

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Mr. Warner colpisce ancora!

Ebbene sì! A distanza di un paio d'anni mi trovo ancora nella situazione di buttare giù righe sdegnate in reazione ad una colossale mistificazione della quale continua ad essere vittima, ma anche ad avvantaggiarsi Marilyn Manson, il cantante americano… pardon, il satanico corruttore di imberbi giovani virgulti.
Inizialmente programmato a Monza, il concerto di Manson e della sua band ha suscitato un vespaio di polemiche inaudito: di tale calibro è stata la reazione dei politicanti cittadini da suggerire un trasferimento dell'evento nella più cosmopolita e liberale metropoli ad un tiro di schioppo… apriti cielo! In un raro quanto inopportuno superamento delle divisione di schieramento, varie forze rappresentate in Consiglio Comunale si apprestano a discutere una mozione comune tesa ad impedire che il rocker salga sul palco del Mazda Palace e proceda nel suo rito di lavaggio del cervello… ehi, fermi tutti! Sbaglio o qui qualcuno sta perdendo il senso della misura?
Punto primo: dimenarsi ascoltando un certo genere di musica non implica come conseguenza diretta che ci si preoccupi di analizzarne in profondità il messaggio; tanto più se questo è espresso in una lingua straniera e una porzione non indifferente degli ascoltatori sono attratti solo superficialmente dall'elemento trasgressivo e non potrebbero essere meno interessati all'ideologia sottostante.
Punto secondo: gli adepti di questo temibile culto sotterraneo potranno anche perdersi l'esibizione dal vivo del loro supremo sacerdote, ma nessuno (voglio sperare!) impedirà loro di recarsi in un qualsiasi negozio di dischi e presentarsi alla cassa con tutti i suoi CD, oppure di scaricare da internet le lyrics dei suoi brani. Sospendere un concerto non risolve nulla.
Punto terzo: una volta letto fra le righe dei testi, impregnatisi di ogni messaggio diretto e subliminale, asservito il proprio cervello a Satana (perché, non dimenticatelo mai!, è il formidabile Avversario in persona a sputare fiamme dalla bocca dell'accolito Manson!), i soggetti disadattati continueranno ad esserlo ne' più ne' meno di prima, al pari di quanto faranno le persone con la testa sulle spalle. Che bello se la fonte unica o perlomeno primaria del disordine sociale e del crimine fosse un cantante rock! Basterebbe bandirlo e ci ritroveremmo dall'oggi al domani in un mondo perfetto: già, quello dell'Inquisizione di Torquemada…
Punto quarto: se davvero un meccanismo portasse chiunque si sottoponga ad un messaggio moralmente o eticamente discutibile a prenderlo alla lettera e diventare un pericoloso sociopatico, non sarebbe il caso di preoccuparsi magari di altri sermoni di ben diversa portata e gravità ai quali siamo costantemente sottoposti? Una predica di un imam fondamentalista, una manifestazione apologetica del comunismo o del nazismo non seminano forse tempesta in misura assai più rilevante, e per giunta ad un bacino di utenti molto più ampio ed inconsapevole di quello raggiunto da Manson in una sola tappa italiana del suo tour, che comunque lo vedrà impegnato solo di fronte a chi già lo conosce e sa cosa aspettarsi da lui?
Ci sarebbe da ridere per non piangere. Personalmente non nutro alcuna passione particolare per Marilyn Manson: apprezzo moderatamente alcuni momenti musicali e certe trovate sceniche, ma solo fino al punto in cui la loro inoffensiva ripetitività mi diviene indigesta. Non sto, insomma, conducendo una crociata dal punto di vista del fan che vede il proprio idolo colpito dalla scure della censura. Quello che mi dà da pensare è il fatto che ancora nel ventunesimo secolo una porzione così vasta della nostra classe politica sia fossilizzata su parametri di valutazione penosamente bigotti e paternalistici, e sulla loro base non trovi di meglio che sprecare tempo prezioso nel proteggere la gioventù inebetita dai subdoli influssi del Maligno… Un atteggiamento di questo genere sarebbe da condannare senza riserve già qualora fosse espressione dal più retrivo estremismo religioso, figuriamoci poi quando trova accoglienza tra quelli che si suppongono (e dichiarano) esponenti del pensiero moderno e liberale; senza neppure distinzioni di bandiera, perché Monza è governata dal centrosinistra e Milano invece dal centrodestra. Sulla censura musicale, ecco dove i nostri illustri rappresentanti trovano inattesi punti di convergenza!
Dunque, al bando Manson e tutto il suo baraccone demonico-satanista… poi vediamo… beh, non si può dire che i videoclip di R'n'B moderno trasmettano un gran bel messaggio, con tutte quelle donnine discinte, i macchinoni di lusso, i party sfrenati, la promiscuità sessuale… bene, al bando anche loro: che marciscano all'Inferno! Attenzione, non dimentichiamoci inoltre dei vecchi classici… ma andiamo, cosa si può pensare di un gruppo che si chiama Black Sabbath ed il cui leader Ozzy Osbourne è noto per divorare pipistrelli vivi? Come minimo avranno barattato le proprie anime con il successo e stretto un patto di sangue con Belzebù… I Led Zeppelin? Beh, ma tutti sanno che Jimmy Page praticava magia nera e riti voodoo, per non parlare del fatto che ascoltando "Stairway to Heaven" a rovescio si ode distintamente una preghiera innalzata al Principe del Male (certo, occorre aver bevuto molto ed crederci fino in fondo: a quel punto potrebbe capitarvi parimenti di sentire le parole di Giovanni Paolo II, l'ultimo jingle pubblicitario della Nike o qualunque altra cosa vi passi in quell'istante per l'anticamera del cervello)… eccetera, eccetera, eccetera.
Questa tragicomica vicenda ha avuto il finale che si meritava, in stile rigorosamente italiano. Il Consiglio Comunale ha forse votato e bocciato la proposta, su suggerimento illuminato di qualche proprio membro? Niente affatto: si è limitato a lasciarla cadere, senza inserirla nell'ordine del giorno… come a dire: c'è un argomento spinoso, sul quale rischiamo una figura barbina e in merito al quale la nostra decisione non è supportata da alcun valido fondamento legale, oltre a poter creare un precedente assai pericoloso? Ebbene, facciamo finta di niente: nel giro di qualche giorno, comunque vada, la gente si starà già preoccupando d'altro…

Fabrizio Claudio Marcon

1
...in questo numero, ad esempio, OPINIONI...

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:: Fabrizio Claudio Marcon
Fabrizio Claudio Marcon, è nato e residente a Milano, dove si è laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi... è grande appassionato di musica rock, coscienzioso epistolografo, filosofo da pub, lettore dai gusti poco comuni, solitario ma amante della conversazione di qualità, vegetariano, ritrattista dilettante... si è reso fin qui autore di recensioni e retrospettive musicali, articoli di divulgazione scientifica, resoconti di viaggio, aforismi & poesie... ringrazia sentitamente H. P. Lovecraft, Greg Graffin & Henry Rollins per l'ispirazione intellettuale fornitagli nel corso degli ultimi anni.
MAIL: f.c.marcon@virgilio.it
 
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