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2003
25
Mar

The magician's nephew

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The magician's nephew
C.S.Lewis
Grafton


Tra i libri che ricordo con più piacere (fra quelli letti da ragazzo) ce n'è uno che pochi dei miei amici avevano avuto modo di leggere perché apparentemente ignorato dalle principali case editrici che pubblicavano letteratura d'avventura: Il leone, la strega e l'armadio. Un libro "fantasy" con protagonisti alcuni bambini, di cui parlerò più in dettaglio in un prossimo articolo.
Quello che non sapevo allora è che quel libro fa parte di una serie di sette volumi, chiamata "The Chronicles of Narnia" e che quello è il secondo. Anche se probabilmente sono stati tradotti tutti anche nella nostra lingua, non mi è capitato di imbattermi negli altri sei, in Italia, e così alla prima occasione non ho resistito e ho comprato uno splendido (e particolarmente economico) cofanetto in lingua inglese che per poche sterline mi ha consentito di scoprire dopo tanti anni come tutto ha avuto inizio.

Premetto: C.S.Lewis (da non confondersi ovviamente con Lewis Carrol, autore di Alice nel paese delle meraviglie) ha secondo me uno stile brillante e piacevole che si nota in tutta la sua produzione. E questa sua abilità narrativa aggiunge all'elemento fiaba già uno spessore notevole ancor prima di ricordare i suoi studi e di iniziare quindi a scoprire una chiave di lettura metaforica, a tratti piuttosto evidente, nelle vicende che narra, e nelle ambientazioni che descrive.

Ma partiamo con ordine: il nipote del mago è ambientato (in parte) a Londra ed è la storia di due ragazzi, Digory e Polly. Digory è andato ad abitare con gli zii nella casa di fianco a quella di Polly, perché la madre è gravemente malata, ma si trova in grosse difficoltà ad accettare le stranezze dello zio Andrew. E quanto lo zio sia effettivamente strano anche il lettore non tarda a scoprirlo, perché Andrew non solo non esiterà a catturare il nipote e la sua nuova amica, non lasciandoli uscire dal suo laboratorio una volta entrati per caso, ma addirittura li coinvolgerà in un esperimento di magia che trasporterà i due ragazzi in un meta-mondo. Una foresta incantata con dei
passaggi1 attraverso i quali è possibile finire in altre realtà.
E Digory convince Polly a provarne uno, che li porterà in un mondo in rovina, grigio e senza vita. E in questo mondo, sempre Digory, spinto da un bisogno apparentemente tutto maschile di provare tutto, sveglierà Jadis, una terribile strega-regina che ha tiranneggiato su quel luogo fino a quando sua sorella non è riuscita quasi a fermarla.
Jadis, che per evitare la sconfitta ha pronunciato un incantesimo potentissimo che ha distrutto ogni forma di vita, si era come ibernata in attesa che qualcuno (un "mago potente") venisse a liberarla per ripartire insieme alla conquista di un altro posto, e ora, si attacca ai due
ragazzi3 che senza volerlo la porteranno nel laboratorio dello zio.
Molto divertente la parte di storia che Jadis passa a Londra (dove fortunatamente i suoi poteri magici non funzionano, ma dove la sua stazza e la sua forza comunque le permettono di fare danni), e perfetto preludio per il ritorno di
tutti2 nel meta-mondo per poi "atterrare" a Narnia, che verrà concepito dal buio proprio davanti ai loro occhi.
E Aslan, il leone, creatore del mondo, darà a Digory un compito per espiare la colpa di avere risvegliato il male (Jadis) e di averlo portato in quel posto appena formato.
La storia prosegue carica di metafore, e prove, circondati da animali parlanti e in un mondo in cui tutto è vivo, fino ad un ovvio (quanto temporaneo) lieto fine, anticipando molti dei punti che verranno poi ripresi nel secondo libro (come il lampione e l'armadio). Bellissime le descrizioni dei personaggi, che variano di spessore psicologico partendo dalla macchietta, per arrivare fino a figure complesse come quella di Digory stesso, che lotta contro una indole portata a sottovalutare le cose, che soffre per la madre malata, e che sa scegliere tra il giusto e lo sbagliato.
Una bella prova, per un libro che si legge velocemente e che riesce a non sfigurare anche se confrontato con produzioni più recenti, grazie ad una gustosa ironia e ad un occhio attento sia alla morale sia al ritmo narrativo.

Marco Giorgini

1
...rappresentati da pozze d'acqua...

2
Digory, Polly, Andrew, Jadis e un cocchiere con il suo cavallo...

3
...uno dei due ufficialmente "nipote del mago"...

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini è nato a Modena il 21 Agosto 1971 e lavora come responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press; ha tenuto conferenze, e contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden''. Da marzo 2005 è autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
MAIL: marco@kultunderground.org
WEB:
www.kurtcomics.com
 
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