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2000
25
Mag

Il risveglio del dormiente

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STAR TREK
THE NEXT GENERATION


Il risveglio del dormiente

Capitolo Sedici

"Situazione signor Data." chiese Picard dalla plancia dell'Enterprise.
"Immutata signore, a parte gli schermi ormai prossimi al collasso completo." rispose l'androide senza una particolare inflessione.
Picard rimase in silenzio in attesa che succedesse qualcosa, il drone aveva trasmesso il messaggio di soccorso e per quanto potesse ricordare i Borg non erano mai stati negligenti nell'intervenire quando uno di loro era in pericolo.
Dalle pareti dello scafo iniziò a diffondersi un suono sinistro, nessuno ebbe il coraggio di fare domande, chiunque poteva benissimo immaginare cosa stesse succedendo: la pressione del raggio traente stava premendo con maggiore insistenza sugli scudi ridotti ormai ai minimi termini.
Picard calcolò che gli restassero al massimo un paio di minuti prima di capitolare, osservò lo schermo principale nella speranza che qualcosa dallo spazio profondo stesse apparendo, ma non intravide nulla di particolare a parte una lontana ed insignificante nebulosa rossastra.
"Capitano, diamo il via alla fase d'emergenza?" domandò il tenente Harrison non sopportando più di rimanere in inerte attesa.
"Sì tenente, organizzi una difesa armata nei centri vitali della nave, distribuisca le armi pesanti e colpite i droni ripetutamente finché non si saranno adattati ai vostri raggi, le auguro buona fortuna."
Harrison si alzò di slancio afferrando il suo fucile phaser appoggiato a fianco della consolle, stava quasi per salire sul turboelevatore quando la voce concitata di Picard lo richiamò al suo posto.
"Aspetti tenente, qualcosa sta cambiando."
Data controllò le letture dei sensori ma non rilevò nulla, ricontrollò per esserne certo, poi perplesso si avvicinò alla postazione centrale domandando.
"Capitano, non vorrei mettere in dubbio la sua lucidità, ma mi vedo costretto a sottolineare che nulla è comparso in questo settore, come Terzo Ufficiale ho il dovere di consigliarle di procedere con la fase d'emergenza."
Picard ammiccò e si alzò in piedi.
"Stanno arrivando! Percepisco nitidamente i pensieri della collettività. Lei non è mai stato un Borg signor Data e quindi non mi aspetto certo che possa comprendere, tuttavia eseguirà i miei ordini alla lettera."
L'androide non ribatté e si fece indietro fra gli sguardi indecisi dell'equipaggio.
A conferma delle parole di Picard ai bordi della nebulosa la struttura dello spazio iniziò a tremare fino a deformarsi, qualcosa stava forzando le barriere subspaziali tentando d'irrompere con violenza nel Quadrante.
Anche il resto dell'equipaggio poté finalmente osservare il fenomeno, i sensori di prua iniziarono a registrare confermando in peno le sensazioni del capitano.
Avvolti da un riflesso accecante dalle fratture fuoriuscirono tre mastodontici cubi Borg in formazione d'attacco, non appena oltrepassarono l'ingresso cambiarono rotta dirigendosi speditamente verso la loro posizione.
"Signor Data, quanto manca alla rottura degli schermi?"
"Capitano. Gli scudi sono crollati in questo momento, sto esaminando una miriade di raggi teletrasporto diretti verso di noi, sono prossimi ad essere attivati." rispose l'androide raccogliendo i dati aggiornati dei rilevatori.
"Maledizione, troppo tardi." esclamò sconsolato Picard crollando pesantemente sulla poltrona.
I cubi si affiancarono a l'Enterprise mantenendo la medesima rotta e velocità, inserendo una larga banda di ricezione dalla plancia si udirono le comunicazioni distorte dei Borg con la nave ribelle.
Nessun drone era ancora salito a bordo, Picard incrociando le dita pregò che in quel momento il Dormiente avesse ben altro di cui preoccuparsi.
Improvvisamente il raggio traente scomparve nel nulla, tranciato di netto da un colpo ad alta intensità proveniente da una delle tre navi, l'Enterprise, libera dalla tensione, ricevette una poderosa spinta sentendosi finalmente libera di muoversi.
Picard richiese immediatamente l'inquadratura dell'area interessata notando che il cubo avversario stava virando seguita a ruota dai vascelli inseguitori.
Fra il rumore di fondo si distinse la voce rabbiosa del Dormiente che li minacciava sparando all'impazzata con tutte le armi.
I Borg assorbirono i colpi, com'era tipico della loro specie non intavolarono un dialogo, non domandarono nemmeno per quale motivo quella unità si fosse dissociata dalla collettività, risposero al fuoco colpendolo massicciamente da tre angolazioni diverse.
Il caos e le imprecazioni del tiranno non durarono a lungo, la sua nave inizio a sgretolarsi espellendo relitti fiammeggianti in tutte le direzioni, ma ancora non si arrese, continuò a colpire con le ultime batterie ancora attive e riuscì perfino a danneggiare un avversario costringendolo a distaccarsi dalla formazione.
Credendo di poter ancora prevalere il Dormiente decise di prendere personalmente i comandi, scaraventò lontano il suo attendente e si mise alla consolle di comando attivando i cannoni al plasma, urlò di felicità assaporando la vittoria ormai prossima, poi fra l'intreccio di raggi verdastri che la martellavano l'intera struttura gli esplose in faccia, squarciata di netto dall'attacco combinato dei due cubi superstiti.
La deflagrazione fu di tale intensità che l'Enterprise rimase ulteriormente offesa lungo le gondole dei motori a curvatura, alcuni detriti vaganti sfondarono i ponti di poppa aprendo delle falle, costringendo le squadre d'emergenza a tamponarle con dei campi di forza portatili e con qualsiasi altra cosa potesse essergli utile.
Picard non mosse un ciglio, tentò di non lasciare trapelare le proprie emozioni sapendo che da quel momento iniziava la fase più difficile del suo piano.
Dopo aver annientato l'astronave del ribelle i Borg invertirono la rotta, circondarono l'Enterprise costringendola a fermarsi inerte nello spazio.
Gli ufficiali in plancia si domandarono con apprensione quale sarebbe stata la prossima mossa del capitano, lo videro comunicare telepaticamente con la collettività mentre si dirigeva in trance verso il turboelevatore.
Fu il signor Data a risvegliarlo riferendogli ad alta voce.
"Capitano, una nave si sta deoccultando sulla destra, è la Defiant, stanno assumendo una rotta d'intercettamento."
Picard si destò e sbarrò gli occhi terrorizzato, ritornò in fretta sui suoi passi, si affiancò all'ufficiale addetto alle comunicazione ed ordinò con la massima urgenza.
"Tenente, mi metta immediatamente in contatto con la Defiant. Faccia presto."
"Canale di trasmissione aperto."
"Qui parla il signor O'Brien al comando temporaneo della nave stellare Defiant, Enterprise siamo qui per darvi una mano."
Picard riconobbe immediatamente la voce dell'Irlandese, con tono perentorio gli disse senza mezzi termini.
"State lontani dalla zona! Signor O'Brien, inverta immediatamente la rotta prima che i Borg interpretino la vostra presenza come un atto ostile."
"Ma capitano…" intervenne il comandate Riker a fianco dell'ingegnere non intuendo il significato della richiesta.
"Se ne vada subito!!! E' un ordine!!!" sbraitò esasperato Picard battendo un pugno sulla consolle.
Finalmente la Defiant virò come le era stato ordinato ritirandosi a distanza di sicurezza, fortunatamente i Borg non tentarono d'attaccarla, preferendo restare costantemente affiancati all'Enterprise.
Picard si calmò, fece un profondo respiro sperando di riallacciare il contatto mentale momentaneamente interrotto, risentì la voce del collettivo che lo chiamava insistentemente, quindi si girò e scese verso la cella detentiva.
Il drone lo stava attendendo con impazienza, quando lo vide mosse il capo felice di poter ritornare finalmente a casa.
"Hai visto Locutus? Tutto è andato per il meglio, se lo desideri possiamo partire subito, ci stanno aspettando."
Picard resse il suo sguardo e si mise a braccia conserte, si schiarì la voce sperando che il Borg riuscisse a comprenderlo.
"Io non verrò con te."
"Locutus, non puoi dire questo seriamente."
"Io non sono più Locutus dei Borg, sono il capitano Jean-Luc Picard della Flotta Stellare, credimi, vorrei venire con te, ma non posso, ho dei doveri precisi ed inderogabili come comandante di questa unità."
"La resistenza è inutile," dichiarò il cyborg com'era ormai di consuetudine, poi un pensiero sfiorò il suo cervello artificiale, cambiando immediatamente atteggiamento esclamò scandalizzato, "tu…mi hai usato per i tuoi scopi, nessun Borg tradirebbe mai un suo fratello."
Con gli occhi lucidi aggiunse singhiozzante, "quando ti abbiamo catturato ed eri a bordo della nostra nave, tu eri mio amico, nel termine più alto in cui un Borg possa concepire l'amicizia, noi due eravamo simili; non lasciarmi di nuovo."
"Lo avevo capito amico mio," aggiunse Picard accarezzandogli la fronte umida, "tu eri quello che mi aiutava a comprendere i Borg, quello che si opponeva alle torture del collettivo, quello che mi sosteneva nei momenti di debolezza. Non ho mai avuto l'occasione di ringraziarti per questo, ma lo faccio adesso."
"Vuol forse dire che potresti cambiare idea?"
"Non posso seguirti, e se ci pensi attentamente anche tu sarai d'accordo con me. Io rappresento il ponte di collegamento fra i Borg e la razza umana, ed è giusto che rimanga qui al comando di questa nave a salvaguardia della sottile linea di confine fra la pace e la distruzione globale. Torna fra i tuoi simili e riporta le mie parole, convincili a sospendere l'invasione ed a concedere ad entrambi i nostri mondi un momento di tregua per comprendersi a vicenda, so che puoi farlo, ti supplico, aiutaci così come mi hai aiutato un tempo lontano."
Il drone lo osservò con grande tristezza, chiuse l'iride del suo monocolo raccogliendo le braccia sul petto.
"Farò quello che mi chiedi Locutus, ma non posso garantirti che i nostri fratelli vorranno ascoltarmi."
"Lo so, ma tenta ugualmente, lascio il nostro futuro nelle tue mani. Arrivederci a presto amico mio."
Picard fece un cenno alla guardia che li stava ascoltando incredula dalla sua postazione, calcolò le corrette coordinate per il cubo più vicino ed attivò il raggio del teletrasporto.
Prima di svanire definitivamente dalla cella detentiva il drone gli sorrise mormorando.
"…a presto Locutus, mi mancherai."
"…anche tu." rispose Picard quando la figura era ormai definitivamente svanita nel nulla.

Picard risalì verso il ponte, entrò in plancia e si sedette sfinito sulla poltrona di comando.
Adesso si trattava di attendere pazientemente che gli eventi maturassero.
Se il collettivo non avesse dato ascolto al cyborg i tre cubi avrebbero incenerito l'Enterprise senza il minimo sforzo, aprendo così il via al resto della flotta d'invasione.
L'attesa durò più del previsto, le navi avversarie non si mossero dalle loro posizioni continuando a scambiarsi opinioni e pensieri contrastanti, Picard li percepì ma non li comprese a causa delle sue ovvie limitazioni umane.
Anche sulla Defiant iniziò a diffondersi un certo nervosismo, O'Brien diede ordine di prepararsi ad intervenire per un attacco d'emergenza.
Poi l'inconcepibile accadde.
I Borg decisero, e decisero saggiamente.
Per la prima volta nella loro storia millenaria rinviarono l'assimilazione di una razza scegliendo di fermarsi e riflettere.
Così com'erano comparsi i tre cubi tornarono sulla loro rotta iniziale, passarono l'ingresso del tunnel subspaziale facendolo collassare alle loro spalle.
Se dal loro atteggiamento si potesse intravedere una flebile possibilità per intavolare un dialogo era ancora troppo presto per dirlo, ad ogni modo il ritiro momentaneo dal Quadrante era pur sempre un buon inizio.
Picard esultò felice fra gli applausi dell'equipaggio, si rilassò per un istante apprezzando la morbidezza della sua poltrona, si stropicciò gli occhi mettendo a fuoco lo schermo principale e disse con disinvoltura.
"Tenente Harrison, adesso se vuole può riportarci a casa."
"Rotta inserita capitano."
"Bene, attivare."
Osservando le ultime smagliature residue della struttura i pensieri di Picard si rivolsero verso il drone amico, gli inviò un messaggio telepatico sperando e che da quella distanza potesse ancora sentirlo.
"Addio amico mio, ti sono ancora una volta debitore."


Epilogo

"Questa Corte per le infrazioni temporali emette il seguente verdetto." dichiarò pomposamente il Giudice Hadley alzandosi in piedi.
Picard pendette dalle sue labbra attendendo con impazienza che venisse pronunciata la fatidica frase: innocente o colpevole?"
Probabilmente per vendicarsi dell'esperienza sgradevole avuta con l'androide durante la seduta precedente il Magistrato decise di tirarla un po' per le lunghe, si sistemò la toga ed indossò lentamente gli occhialini da lettura, squadrò l'equipaggio schierato di fronte a lui sperando che in quel momento stessero agonizzando come pesci fuor d'acqua.
"In considerazione delle prove fornite e delle testimonianze ascoltate, e, tenuto conto dell'azione eroica compiuta nei confronti dei Borg, questa Suprema Corte dichiara innocenti l'equipaggio della USS Enterprise NCC 1701E, ed assegna nuovamente il comando effettivo della suddetta nave stellare al capitano Jean-Luc Picard."
Con un trillo lancinante del campanello il Giudice sottolineò la sentenza preparandosi a lasciare immediatamente l'aula.
Fra gli applausi del pubblico l'equipaggio si diresse a testa alta verso l'uscita principale stringendo la mano ai colleghi intervenuti per ascoltare la sentenza.
Fu il comandante Riker ad indicare distrattamente il Magistrato, il quale in quel momento stava ritirandosi nel suo studio sperando che non gli richiedessero un'intervista.
"Signor Data, ho saputo da fonte certa che il Giudice Hadley ha particolarmente gradito le sue teorie metafisiche riguardanti il paradosso temporale nel quale siamo incappati con i Kendas, sono certo che in questo momento sarebbe lieto d'approfondirle con lei mettendo in luce questi aspetti indecifrabili del continuum temporale."
L'androide mosse la testa di lato spalancando gli occhi simultaneamente.
"Ne è certo comandante? Benché non comprenda a fondo la natura umana, non mi sembra che il Giudice gradisse particolarmente la mia presenza, e soprattutto le mie teorie surreali, non è forse vero capitano?"
Picard e Riker si guardarono con complicità sforzandosi di rimanere seri.
Dando un tono professionale alle parole Picard confermò con una certa enfasi.
"Lo vede signor Data? Ancora adesso non riesce a comprendere quando un essere umano scherza e quando invece è serio, non sempre un atteggiamento ostile significa necessariamente un rifiuto."
"Vuole forse dire che anche lei la pensa come il comandante Riker? E che dovrei andare dal Giudice Hadley e sottoporgli le mie teorie? Sono migliaia di files, prevedo che saranno necessarie diverse ore per esporli tutti, forse anche di più se aggiungerò animazioni e grafici."
"Indubbiamente signor Data. Prima di ripartire l'Enterprise dovrà essere completamente revisionata, quindi ha tutto il tempo che le serve."
Gongolante per la splendida notizia l'androide li salutò e si precipitò verso lo studio del Giudice iniziando a richiamare i files dalla memoria centrale.
I due scoppiarono in una sonora risata vedendolo farsi strada con difficoltà fra i giornalisti, per evitare la folla di curiosi lasciarono la sala delle udienze passando per l'uscita secondaria.
"Allora Numero Uno, ha risolto i suoi problemi di cuore con il consigliere Troi?" domandò casualmente Picard cogliendo Riker in contropiede.
"Onestamente signore…non saprei."
"Come sarebbe a dire non saprei? Non ho ancora letto il suo rapporto, ma il signor O'Brien mi ha accennato qualcosa in merito ad un ponte ologrammi, ad un tuffo in un cerchio di foco e…devo forse proseguire comandante?" chiese Picard mettendo le mani lungo i fianchi.
Riker balbettò qualcosa che sfuggì completamente al suo interlocutore.
"Non ho capito nulla Numero Uno, vuole alzare la voce e ripetere per cortesia?"
"Sono ancora in attesa di una risposta! Va bene?" urlò esasperato Riker sentendosi completamente a disagio.
"La tiene un po' sulla corda eh?" lo punzecchiò Picard strizzandogli l'occhio, "in fondo capisco come deve sentirsi, le donne sono il più grande mistero dell'universo, probabilmente ancora oggi nessuno è in grado di comprenderle fino in fondo."
"Indubbiamente capitano." gli fece eco Riker trovandosi perfettamente d'accordo.
"Allora Numero Uno, è pronto per risalire a bordo?"
"Certo, non vedo l'ora di lasciare questo posto, e mi creda capitano, mi auguro vivamente di non doverci tornare mai più."
Picard annuì sorridendo ed attivò il suo comunicatore.
"Me lo auguro anch'io Numero Uno. Enterprise, due da fare risalire. Energia."

Fine

Claudio Caridi

1
eccezion fatta per l'ormai vetusto Tie Fighter e per il multiplayer X-Wing Vs Tie Fighter

2
in realtà questo gioco era in lavorazione da 2 anni...

3
Battlefield Holografic Computer Interface, che suona nella sua traduzione in italiano come Interfaccia Computerizzata Olografica del Campo di Battaglia

4
qualunque essa sia

5
rendendo il tutto un po' simile a Commad & Conquer o al Risiko!

6
che è sempre l'arma in dotazione inizialmente

7
"spendendo" i punti guadagnati grazie le "vittorie"

8
controlla il traffico dei veivoli alleati e impedisce le collisioni aeree

9
tramite il quale sarà possibile aggiornare le proprie unità, richiedere un ospedale e un hangar riparazioni e aggiornare la resistenza ai danni, aumentare la rapidità di fuoco e la velocità massima di tutte le unità

10
necessario per potere installare torrette imperiali, atte a difendere la nostra postazione

11
antiaerea, anti-fanteria, antiveicolo e artiglieria fissa

12
le navette sono la chiatta At-At, atta al trasporto di unità At-At appunto, la nave di costruzione per portare strutture sul campo di battaglia e infine il mezzo da sbarco, che trasporta le truppe e le strutture corazzate di mezza grandezza e le piattaforme di artiglieria mobile

13
i droidi sonda

14
come untià di trasporto truppe, un disabilitatore scudi ecc.

15
vedi Y-Wing, Airspeeder, ecc.

16
con la relativa segnalazione della dislocazione delle truppe e dei nemici, se in quel momento visibili e i tasti di zoom per la mappa

17
tramite i quali impostare il grado di allerta delle truppe

18
e quindi spendibili per l'acquisto di nuove unità

19
tradotto da CTO

20
penso comunque che questo dipenda dai driver della scheda grafica...

21
l'ultimo lo considero ancora come un prologo dell'intera saga, che ha poco a che fare con la dinamicità dei primi 3 film... ma questo già lo sapete

22
addirittura sul sito ufficiale ci sono gli mp3 scaricabili!!!

 
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:: Claudio Caridi
Claudio Caridi, nato a Modena nel 1964, ha come hobby la musica e la fantascienza. Collabora da diversi anni per la rubrica Sussurri e recentemente per la nuova rubrica Scienza.
 
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