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2000
25
Mar

Shirtag!

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Shirtag!

Una Razza Interessante

Con questo articolo metto a disposizione di tutti i Master interessati a espandere e a personalizzare le proprie ambientazioni, tutta la documentazione da me prodotta nello sforzo di creare una razza fantasy per la mia campagna di gioco di ruolo. In molti GDR fantasy esistono razze simili a questa (almeno da un punto di vista estetico), per cui è possibile personalizzarle utilizzando quanto segue.


Massimo Borri

1
1.1 Struttura fisica
La razza che andremo a descrivere prende il nome di "Shirtag", questo perlomeno è il termine che usano per descrivere se stessi nella loro lingua. Ad un sommario esame fisico presentano una struttura umanoide con due braccia e due gambe, ma hanno molta più affinità coi rettili che coi mammiferi; sono infatti dotati di mascelle prominenti, forti denti conici, pelle coriacea e coperta in alcuni punti da squame e piastre ossee, una coda tozza e robusta.
Gli individui giovani sono più snelli degli adulti, e presentano una colorazione dell'epidermide verde-bluastra che muterà con l'avanzare degli anni fino ad assumere un verde brillante in età adulta. Sono documentate tuttavia altre colorazioni anche molto diverse da quelle comuni, ad esempio rosso-brunastro, in alcuni gruppi etnici dell'entroterra. Inoltre tutti gli Shirtag hanno la facoltà di modificare leggermente la tonalità del loro colore in seguito ad una violenta emozione o ad uno sforzo volontario.
Gli Shirtag camminano stando eretti sulle gambe, anche se normalmente non stanno completamente diritti, ma si piegano protendendosi in avanti; la coda funge da utile contrappeso. Uno Shirtag adulto è alto in media 180 cm (anche se completamente eretto arriverebbe a circa 230 - 240 cm) e pesa dai 140 ai 210 kg. Gli Shirtag sono una razza estremamente intelligente e complessa.

1.2 Sesso e riproduzione

Gli Shirtag hanno tre sessi distinti, che chiameremo Maschio, Ermafrodito e Femmina Madre. Un Maschio è dotato di organo sessuale maschile e di spermatozoi coi quali veicola metà del suo corredo genetico, in maniera del tutto simile ad altre razze. Un individuo Ermafrodita possiede organi sessuali maschili ma produce ovuli contenenti la seconda metà del codice genetico. Maschi ed Ermafroditi sono indistinguibili tra loro per aspetto fisico. Un individuo Femmina Madre invece presenta dimensioni maggiori, e possiede un apparato genitale di tipo femminile e organi interni atti alla formazione di uova, ed è l'unico che effettivamente possiede un apparato riproduttore in grado di ospitare un nascituro. Gli individui Maschio e Ermafrodito si accoppiano entrambi con la Femmina Madre, la quale non dà alcun contributo genetico, ma funge solamente da incubatrice per lo sviluppo delle uova. Il materiale genetico ottenuto con l'accoppiamento può essere conservato per lungo tempo dalla Femmina Madre in un apposito apparato, permettendole di generare nuovi individui anche diversi anni dopo, senza alcun intervento esterno. Solitamente la Femmina Madre resta sempre al sicuro in un Nido, e dedica la propria esistenza alla generazione di figli per la colonia Shirtag. Vedi anche il paragrafo sulla struttura sociale.

1.3 Poteri particolari
Tutti gli Shirtag adulti sono in grado di attuare una straordinaria mutazione fisica che cambia il loro aspetto fino a renderli perfettamente simili ad un essere umano di sesso maschile e molto robusto. Questa trasformazione richiede dai cinque ai trenta minuti, e comporta un enorme dispendio energetico. Una volta trasformati, gli Shirtag possono restare nella forma umana quanto vogliono senza ulteriore fatica. Il ritorno all'aspetto normale è molto più rapido (dai 10 ai 20 secondi circa) e avviene volontariamente o in seguito ad una forte emozione.


2
2.1 Lingua
Sebbene gli Shirtag siano in grado di imparare a parlare la lingua degli esseri umani (o "Guur", come ci chiamano), per pronunciarla in maniera comprensibile sono spesso costretti ad assumere il nostro aspetto esteriore coi loro poteri di mutamento, cosa che preferiscono di norma evitare perchè consuma troppe energie. Dato che per questo motivo il più delle volte usano la loro lingua, forniamo di seguito un breve sunto delle principali regole grammaticali che la governano, assieme ad alcuni vocaboli di uso comune.

Pronomi personali

Io
Wa-

Tu
Ki-

Egli/Ella
Ka-

Noi
O-

Voi
A-

Essi/Esse
Re-


Nota: si usano di rado


Aggettivi/Pronomi Dimostrativi

Questo
Ko-

Quello
Sha-


Verbo

Nella grammatica Shirtag il verbo non si coniuga per persona e numero.
La proposizione principale si trova di solito in fondo alla frase, mentre le proposizioni secondarie la precedono.

Tempi

Passato
Ru-

Futuro
Ra-


Nota: queste particelle si applicano anche agli aggettivi. Es.: tennah = bello, rutennah = era bello, ratennah = sarà bello

Forma negativa

Forma negativa
Nu (n')


Nota: Nu si abbrevia talvolta in N' per ragioni eufoniche.

Verbi ausiliari

Essere
Tag

Avere
Makh

Volere
Taig (-ta)


Numeri

Uno
I

Due
Er

Tre
Sha

Quattro
Ioth

Cinque
Gath

Sei
Rog

Sette
Keth

Otto
Path


Nota: Gli Shirtag hanno mani con 4 dita e usano pertanto una numerazione in base 8. Ad esempio, 22 = ErPathRog.

Piccolo Dizionario

Adesso
mah

Amico
tonog

Andare
irag

animale da tiro
raketh

Arrivare
tsunug

Avere
mag

Barca
unash

Bere
nuag

Brutto
nagh

Buio
kurah

Caccia
garash

Camminare
arug

Cantare
utag

Canzone
utagua

Capire
watag

Capitale
-tosh

Carro
kurun

Casa
uk

Cattivo
nagh

Cinque
gath

Combattere
tatag

Con
to

Debole
yowash

Denaro
kon

di (genitivo)
no

Discorso
tanash

Dormire
nemug

Dove
ikoh

Due
er

Elfo
irsh

Essere
tag

Femmina
nan

Forte
toyosh

Fumo
kin

Giorno
akah

Io
wa-

Loro
re-

Luce
akah

Lui, lei
ka-

Luna
tsuk

Ma
-ke

Madre del Nido
ur-nak

Mangiare
rachik, rachig

Mare
khan

Maschio
dag

Morire
shinog

Musica
garkuu

Mutapietra
kawaragh

No
ien

Noi
o-

Non
nu, n'

Nuotare
yog

Nuvola
kumon

Ombra
kem

Otto
pah

Paese
-kun

Parlare
tanag

Pericolo
kikesh

Pesce
sakath

Piccolo villaggio
rash

Prendere
takh

Prima
sath

Quando
ish

Quanto
ikuh

Quattro
iosh, ioth

Quello
sha-

Questo
ko-

Respirare
azeg

Respiro
azesh

Rito della morte
ruthak

Scendere
orig

Sciamano
ssheka

Scrittura
tengua

Scrivere
teng

Scusa
gonash

Sedersi
suag

Sei
rog

Sette
keth

Shirtag
Shirtag

shaik

Soffiare
azeg

Sole
tah

Solo
dakh

Sopra
un

Sotto
shat

Spada
toh

Stelle
kirah

Suonare
hirag

Tre
sha

Tu
ki-

Tutti
minash

Uccidere
korosh

Umano
guur

Uno
i

Venire
kush

Vento
azesh

Voi
a-

Volare
tobag

Volere
taig, -ta


Esempi

Nota: La scrittura Shirtag non prevede l'uso di spazi per separare le parole, pertanto in questo testo adottiamo la convenzione, utilizzata per la prima volta dal monaco di Faralis Jodwan Norem autore di molti studi sugli Shirtag, che prevede l'uso della maiuscola per evidenziare le parti separabili del discorso.

(Wa)NuWatag
(Io) non capisco

TohKiRaN'Takh
Tu non prenderai la spada

KiUtag(Wa)Taig
(Io) voglio che tu canti

SakathWaRachikTa
Io voglio mangiare il pesce



3
3.1 Magia e tecnologia
Ad una prima superficiale occhiata, la comunità Shirtag pare dotata di una tecnologia assai primitiva, ma un osservatore più attento scoprirà che molti manufatti Shirtag sono espressione di una tecnica costruttiva avanzatissima, se non addirittura di un tipo di magia completamente sconosciuto ad altre razze. Ad esempio le navi Shirtag sembrano tozze e sgraziate in confronto a quelle umane o elfiche, ma sono in grado di muoversi anche in assenza di vento, grazie alla virtù magica della particolare vernice con cui è dipinta la chiglia.
Gli Shirtag fanno un uso limitato del fuoco per cuocere gli alimenti, dato che si cibano principalmente di pesce e carne crudi, ma utilizzano succhi estratti da varie piante per alterarli chimicamente "a freddo" e preservarli dai batteri. Pare che la conoscenza delle piante e quindi dell'alchimia e farmacologia degli Shirtag sia molto più avanzata di quella della razza umana.
Allo stato attuale delle conoscenze sugli Shirtag sembra che essi preferiscano vivere in un ambiente di tipo rurale, usando la tecnologia solo quando ce n'è bisogno e nascondendola alla vista il più possibile.

3.2 La Mutapietra
Il più strano manufatto Shirtag è senza dubbio la cosiddetta Mutapietra, o Kawaragh. Si tratta di una particolare lega metallica (l'esatta composizione è sconosciuta, ed è uno dei segreti meglio custoditi dagli Shirtag) dall'aspetto iridescente, con la quale gli Shirtag forgiano piccoli oggetti, soprattutto amuleti. La Mutapietra possiede l'incredibile capacità di cambiare la propria forma sotto l'influsso della volontà di chi la tiene in mano. Un esperto è in grado di plasmarla con la sola forza della mente in qualsiasi foggia. In stato di riposo il Kawaragh ha la durezza del bronzo. L'uso che gli Shirtag fanno dei loro amuleti di Mutapietra non è noto; l'unico caso documentato parla di chiavi per far scattare particolari serrature.

3.3 Gli Amuleti Sacri
Gli Amuleti Sacri sono un'altra testimonianza della grande sapienza degli Shirtag nel campo dei manufatti magici. Si tratta di speciali totem sormontati da grandi cristalli violacei, nei quali uno sciamano Shirtag può immagazzinare e recuperare informazioni con la forza del pensiero. Speciali Amuleti sono destinati ad accogliere le conoscenze degli Shirtag morenti che si sottopongono al rito del Ratzekah (vedi al paragrafo 3.5).

3.4 Struttura sociale
La struttura sociale della comunità Shirtag è di carattere gerarchico "a cipolla", con strutture più piccole inglobate in strutture più grandi. L'unità di base è il Clan, formato da individui legati tra loro da semplice affinità piuttosto che da legami di sangue. Ogni clan conta un numero di Shirtag che va dai quattro ai sedici individui, e contiene sempre un leader al quale gli altri membri devono obbedienza.
Più Clan (dai quattro ai sedici) formano un Villaggio. Ogni Villaggio ospita un membro della casta sciamanica e un capo Villaggio al quale tutti devono obbedienza.
Più Villaggi geograficamente vicini fanno riferimento ad una struttura comune detta Nido, una sorta di città scavata all'interno di una collina rocciosa e del suo sottosuolo, che ospita nella sua parte più protetta una Femmina Madre, che ha dato alla luce tutti gli individui dei Villaggi appartenenti a quel Nido.

3.5 I riti di passaggio
La vita di relazione di uno Shirtag è scandita da diversi riti di passaggio che sottolineano precisi cambiamenti nello status sociale dell'individuo. Il più importante è il cosiddetto "rito di maturità" o Ragalak. Un giovane Shirtag, arrivato pressappoco all'età di trenta anni (il momento esatto è determinato dal cambiamento di colore della pelle) è tenuto a sottoporsi al Ragalak, una sorta di iniziazione per l'ingresso nell'età adulta, che consiste spesso in qualche missione pericolosa in zone lontane. Non è raro che giovani Shirtag si uniscano ad avventurieri umani per superare la loro prova.
Seconda per importanza solo al Ragalak, la cerimonia del Ratzekah (lett. "abbandono") è il modo in cui gli Shirtag anziani e ormai inabili decidono spontaneamente di morire. Il tutto avviene secondo un preciso rituale che dura un giorno intero, dall'alba al tramonto. Il morituro passa tutta la mattina a meditare e a trasmettere le proprie conoscenze nei cosiddetti Amuleti Sacri, in modo che nulla di quanto ha imparato vada perso, ma sia di aiuto per le generazioni future. Durante la seconda parte della giornata, tramite avanzatissime tecniche di meditazione e di controllo corporeo, lo Shirtag che sta eseguendo il Ratzekah spegne le proprie funzioni vitali ad una ad una ordinatamente e volontariamente, fino a fermare il proprio cuore quando il sole tramonta.

3.6 La guerra
Sebbene gli Shirtag siano dotati di una struttura fisica possente e siano dei formidabili combattenti, la loro attitudine verso la guerra è assai diversa da quella della razza umana. Gli Shirtag vedono la guerra come un utile esercizio collettivo piuttosto che un mezzo per conquistare nuovi territori. La Grande Guerra con la razza umana, durata due anni, fu dichiarata senza motivo apparente, e vinta dagli Shirtag. Chi temeva l'instaurarsi di una dittatura ha dovuto ricredersi: gli Shirtag hanno preteso solo l'apertura di grossi scambi commerciali, come se nulla fosse successo.
L'arma preferita dagli Shirtag in combattimento è il Nataras, una sorta di scimitarra pesante con impugnatura a due mani.


 
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:: Massimo Borri
Massimo Borri, nato il 6 marzo 1971, diplomato alla Scuola di Informatica dell’Università di Modena, attualmente lavora come referente informatico per la stessa università, presso il Dipartimento di Chirurgia della facoltà di Medicina. Si occupa principalmente di fotografia, video editing e grafica 2D e 3D (con Blender 3D), oltre che di consulenza informatica a tutto campo. Innamorato profondamente del Giappone e di tutti gli aspetti della sua cultura, ha come hobby lo studio della lingua giapponese. Adora il gioco del Go con cui cimenta regolarmente assieme agli amici del Go Club del Tortellino. Ama il blues e il rock anni ’70, leggere e disegnare fumetti, il cinema e la letteratura di fantascienza, i giochi di ruolo. Ha scoperto nei libri di Thich Nhat Hanh il volto umano del buddhismo. Si interessa di filosofie orientali, arti marziali (ha praticato karate, taijiquan, kali) e in generale di tutto ciò che porta equilibrio e serenità. Per KULT ha curato in passato le sezioni dedicate a fumetti e animazione giapponesi e alla lingua del sol levante; attualmente scrive recensioni di applicazioni per Ipad.
 
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