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2000
25
Feb

Autunno

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Autunno

Riguardo a questa giornata non ho niente di nuovo da riferire. Al solito sono stato sul mio ponte di vedetta: le ore mi sono passate addosso lasciando soltanto come loro unica traccia la pelle scurita dal sole; di là da me nient'altro che mare e onde contro gli scogli calcarei, ormai consumati. Con gli occhi scheggiati dalla luce, a pomeriggio inoltrato mi sono spinto fin giù verso il mare, ho raggiunto la scogliera; ne ho percorso un tratto. La luce riverberava nell'acqua scomposta diverse gradazioni di giallo. Alcuni gabbiani volavano bassi attratti dal puzzo di rifiuti della discarica lì vicino: percorrevano uno stretto corridoio di aria, intelaiando con ogni nuovo passaggio una complessa figura geometrica, quasi un tetraedro. Sopra di loro si stendevano poche nuvole autunnali. Queste si svolgevano in banchi, a tratti pressandosi tra loro in un grigiore livido, a tratti sfilacciandosi in striature sporche di cotone e azzurro. Mi sono frugato nelle tasche cercando una sigaretta, senza però trovarne. Queste giornate trascorrono lente e le sigarette finiscono in fretta. Una sigaretta mi dura sui dieci minuti: le aspiro piano e conto fino a tre e poi libero i bronchi. A volte avverto fitte, ma queste dopo un po' passano, assorbite da questa calura che mi appesantisce il corpo. Credo che non potrò continuare così a lungo. Mi sembra tutto inutile.
Ieri mi era parso che qualcosa stesse per succedere: i gabbiani erano tra gli scogli a cercare riparo da nuvole gonfie e nere, il mare era percorso da onde aritmiche, frammentate. Lasciai correndo il mio posto di vedetta; arrivai alla scogliera. Intorno a me solo i gabbiani. Mi piegai sulle ginocchia, iniziai a contare. Cercavo di non pensare a niente. D'un tratto le nuvole si aprirono, i gabbiani presero a sbattere le ali per poi librarsi in volo. Mi alzai piano da terra e tornai al mio posto di vedetta ripetendomi che l'Autunno sarebbe comunque arrivato presto, che la mia attesa sarebbe finita.

Christian del Monte
 
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:: Christian Del Monte
Christian Del Monte nasce a Matera il 08/04/1975. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il liceo classico ginnasio ''Quinto Ennio'', a Taranto, e aver frequentato per due anni l'università di Salerno, è adesso laureando presso l'Università di Bologna in Semiotica del testo di Scienze della Comunicazione, con una tesi sul libro The Soft Machine, di William Burroughs. Nel corso degli anni, Christian del Monte si è accostato nei più svariati modi alla scrittura. Prima come giornalista: tra il 1990 e il 1994 collabora con diverse testate giornalistiche tarantine. Poi come poeta: tra il 1995 e il 1996 scrive due raccolte di poesie: Intermezzi e Princìpi. Infine, dall'estate del 1997 si interessa di scrittura in prosa e di saggistica semiotico-testuale. Inizia in quel periodo a scrivere Marta. In questo lavoro Del Monte si propone di liberare la scrittura dai vincoli imposti dai concetti di trama e di personaggio, attraverso una focalizzazione, non simbolista, posta sugli oggetti presenti nelle storie narrate, una totale semplificazione della trama e l'appiattimento del personaggio sulle sue azioni fisiche e percettive. Nel 1998 scrive Écru una raccolta di cinque racconti brevi: Martedì, Silvestro, DùNAMIS, Stretto e Fiore. che sviluppano ulteriormente le problematiche emerse in Marta. In particolare, Martedì approfondisce la tecnica del cut-up e del fold-in, utilizzando come base Marta. Silvestro oggettualizza i personaggi, trasponendo in prima persona le tecniche narrative elaborate in Marta. DùNAMIS continua a esplorare la problematica del dialogico in prima persona, con una particolare attenzione alla ritmicità del suo intrecciarsi. Stretto si costruisce intorno all'intento di realizzare una topografia dello spazio dialogico e di quello narrativo. Fiore, infine dichiara con la sua peculiare prosa i confini poetici entro cui écru si pone. Nel 1999 scrive Steady-cam, un racconto lungo in cui le tematiche espresse dai precedenti lavori si sposano con una struttura narrativa, pur entro certi limiti tradizionale. Tra gli altri lavori realizzati in questo periodo sono da annoverare un lavoro teatrale per l'infanzia: Diavolo e Angelo e due sceneggiature per cortometraggi: Frattaglie e John Wayne e la lumaca.
 
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