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1997
25
Feb

Il Musical di Woody Allen

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Il musical di Woody Allen


"Tutti dicono I love you" è l'ultimissima regia ed interpretazione di
Woody Allen. Già in Italia per l'anteprima in favore della ricostruzione della Fenice, Allen ripropone Venezia anche in alcune scene del film, probabilmente quelle più belle dell'intero film. La storia è molto semplice. I membri di una ricca famiglia borghese di
New York sono, ognuno a modo loro, alle prese con una storia d'amore.
Alan Alda, sempre bravissimo, è sposato con Goldie Hawn che è anche l'ex-moglie di Woody Allen che, come il solito, è un intellettualoide newyorchese single trapiantato a Parigi con spiccata vocazione per l'autoironia e la commiserazione. Le figlie maggiori della coppia sono rispettivamente innamorate dell'amore, la più grande sta per sposare senza convinzione un "perfettino", e innamorate delle donne; la seconda, infatti, è moderna ed aspirante lesbica. Woody Allen poi s'invaghisce di Julia Roberts e, grazie all'aiuto della figlia che ne conosce tutti i segreti, riesce addirittura a combinare, seguendola a
Venezia (dove NON vediamo il nostro alfiere Kim Rossi Stuart) e facendosi poi seguire a Parigi. Dunque fin qui tutto normale: dialoghi serrati e di buon livello, le vedute delle città amate da Woody Allen, analisti, nevrosi e conflitto generazionale. Sarebbe tutto normale se non fosse che all'improvviso il film si trasforma in un vero e proprio musical con vari numeri di diverso genere. Canta Allen (6-), canta
Goldie Hawn (7+) e canticchia addirittura la Roberts che lo fa con quella vocina da passerottina spaventata che si addice alla sua faccina da eterna innocentina timidina e sognatrice. D'altra parte il suo ruolo più azzeccato rimane Campanellino in "Hook"! Dimenticavo Tim
Roth! Non mi stancherò mai di lodare Tim Roth. Ha la faccia giusta per tanti ruoli anche se interpreta sempre il duro come in "Pulp Fiction" o in "Captives". Anche qui la sua presenza è azzeccata e ridà un po' di smalto che il film tende a tenere basso. "Tutti dicono I love you"
è in ogni modo godibile, divertente e rilassante anche se rappresenta un calo di tensione sia rispetto alle ultime esilaranti commedie di
Allen sia rispetto alle impegnative analisi dei suoi film degli anni
'80. Dato che ormai lo si è letto su tutti i giornali, posso anche svelare che il trucco elettronico che permette a Goldie Hawn di volare in un delizioso duetto con Woody Allen è assolutamente strepitoso. Chi lo vede me lo spieghi, per favore.

Michele Benatti

 
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:: Michele Benatti
Michele Benatti, Nasce nel 1970 tra le bonifiche ferraresi ma cresce in provincia di Reggio Emilia tra le ciminiere delle ceramiche castellaranesi. Un'insana passione per l'informatica lo porta addirittura alla laurea breve ma si dice che abbia sbagliato mestiere. Appassionato spettatore di cinema extrastatunitense e di letture slave, matura col tempo una capacità critica tale da poterne addirittura scrivere. Estroverso ma timido, miope ma acuto, pallido ma sanguigno sono le caratteristiche di Michele Benatti.
 
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