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1997
25
Gen

Ma l'Irlanda è proprio cosi'?

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Ma l'Irlanda è proprio cosi?


Il nuovo film di Stephen Frears, che alterna pellicole filo-Loach a megaproduzioni hollywoodiane come il pur intrigante "Le relazioni pericolose", è sicuramente molto divertente e fa anche riflettere. La storia. Due disoccupati irlandesi, bevitori di birra e orgogliosi della propria condizione e della propria famiglia al punto di togliersi il pane di bocca per accontentare i desideri della figlia o le esigenze della moglie, decidono di aprire un chiosco di merluzzo e patatine da far sostare principalmente davanti ai pub che trasmettono le partite di Italia '90 dove decine e decine di tifosi trovano
Guinnes a volontà ma niente con cui riempirsi lo stomaco. L'idea nasce dalla disperazione e da una sottile xenofobia razzista nei confronti di un esercizio simile gestito da vietnamiti che pare guadagnare bene.
Naturalmente i due sono amicissimi e condividono desideri e speranze, ma quando ci sono di mezzo i soldi l'amicizia è spesso un ostacolo.
Dopo qualche settimana il rapporto fra i due non è più retto da quello spirito pionieristico dei primi giorni, quando risistemarono un furgone ridotto a rottame fra gli sghignazzi dei vicini di casa. A tutto questo aggiungiamo un figlio vegetariano, una figlia adolescente, la sconfitta dell'Irlanda per opera del nostro Totò (una maglietta recita impietosa "Fuck Schillaci"), qualche bevuta di troppo e l'ispettore sanitario: il finale dovete vederlo da soli.
La prima parte del film è ricca di battute e situazioni divertenti, seppure seguano uno schema preconfezionato per questo genere di circostanze; la seconda parte divaga un po', si trascina ma poi termina ottimamente. Quello a cui allude il titolo è se sia ancora il caso di girare film sui proletari irlandesi ed inglesi, due realtà che sono cambiate parecchio da dieci anni a questa parte. In Gran Bretagna soprattutto, il tasso di disoccupazione è in calo costante ed in
Irlanda, grazie ad un'oculata politica volta a favorire gli investimenti a capitale estero, gli abitanti non sono diventati ricchi ma il tenore di vita e aumentato più che sensibilmente. Forse ora tocca a noi fare qualche film di "basso livello"...

Michele Benatti


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:: Michele Benatti
Michele Benatti, Nasce nel 1970 tra le bonifiche ferraresi ma cresce in provincia di Reggio Emilia tra le ciminiere delle ceramiche castellaranesi. Un'insana passione per l'informatica lo porta addirittura alla laurea breve ma si dice che abbia sbagliato mestiere. Appassionato spettatore di cinema extrastatunitense e di letture slave, matura col tempo una capacità critica tale da poterne addirittura scrivere. Estroverso ma timido, miope ma acuto, pallido ma sanguigno sono le caratteristiche di Michele Benatti.
 
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