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2009
8
Feb

Gli scheletri di via Duomo - Stefania Nardini

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prefazione di Antonio Ghirelli
Tullio Pironti editore (Napoli, 2008), pag. 111, euro 10.00
 
Vedere un mistero. La Napoli di questo mistero di Stefania Nardini, il giallo genuino Gli scheletri di via Duomo, è la città che forse sappiamo e sanno. Ma soprattutto la Napoli del popolare che guarda il giornale per sapere giorno per giorno di uno strano ritrovamento. Durante dei lavori di ristrutturazione, infatti, alcuni operai scoprono in un'intercapedine - fino a qual momento sconosciuta - due scheletri: una coppia di cui nulla si sa. Ma da subito, per esempio, si riesce a risalire ai tempi della guerra. E che i resti, appunto, sono (proprio) di quel periodo. Un giornalista del Mattino ingaggia un duello con la cronaca; nel senso che deve prendersi la situazione con l'obiettivo di seguire passo per passo ogni il caso. Gli scheletri diventano dunque l'oggetto al centro dell'attenzione. E il giornalista, in coppia con un collega, deve muoversi per scoprire il più possibile, magari chiudere la faccenda con la risoluzione persino del giallo, e rendicontare costantemente a lettrici e lettori "appassionati" del fatto'. La Nardini riesce in tante cose. Per esempio è bravissima a disegnare il mestiere del giornalista durante il suo divenire. I dialoghi utilizzati sono un pezzo potente della narrazione, perché capaci di dimostrare a mozzichi situazioni e personaggi. Piccoli drammi individuali e manie collettive. La scrittura della Nardini è carica di piccole suggestioni. Non è arroccata nei campi del manierismo e neppure semplicistica. Ma dosata. Ricoperta e vissuta di una semplicità funzionale sia alla storia che all'idea complessiva. Il colpo di scena ovviamente ci sarà. Gli scheletri di via Duomo sono un esempio di romanzo che legge pezzi d'una città e scava nel corpo dei protagonisti. Il nostro giornalista, per esempio, il protagonista del romanzo ha una fisionomia tratteggiata ma contemporaneamente non detta in ogni punto della sua esistenza. Del protagonista, soprattutto, serve la sua passione, e questa e scandita tramite tante belle occasioni. Il romanzo appare principalmente quale affresco di un mestiere. Che si nutre dell'ambiente nel quale è praticato. Che nell'ambiente fatto di tanti soggetti diversi e ognuno a suo modo originale ci sta nella maniera meno sbagliata possibile; quando forse non è sempre possibile – soprattutto in certi territori pericolosi – stare ed essere nel modo più giusto.    
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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