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2008
14
Lug

Il Sessantotto al futuro - Mario Capanna

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Garzanti (Milano, 2008), pag. 143, euro 13.00;
Formidabili quegli anni, prefazione di Camilla Cederna, nuova edizione, Garzanti (Milano, 2007), pag. 277, 14.00 euro; di Mario Capanna.
 
68. Se, recentemente, si può dire che esista un numero che da e ha dato largo a pensieri – parole – riflessioni – stronzate: il 68. Ovviamente l'anno. Il 1968 dei sogni, e oggi di tanto romanticismo; che pure, sempre quel '68, mette in moto rabbie eccetera. Innanzitutto produce sputi e turpiloqui, soprattutto di tanti che – come si dice – 'l'hanno fatto'. E poi si sono amaramente pentiti. Per fortuna, nel 2007 Mario Capanna (leader come a tante e tanti è noto) del movimento studentesco di quel periodo, ha deciso innanzitutto di far ripubblicare il suo quasi leggendario Formidabili quegli anni. Che già dal titolo, "consigliato" all'autore da un tassista ex battagliero, lascia intravedere che lo spirito del racconto è appunto il punto di vista di uno che è rimasto dalla stessa parte della barricata, nonostante tutto. Quindi, e per cominciare si dovrebbe leggere e rileggere lo scritto della giornalista Cederna, grazie a una voce pulita molto dell'attualità e dei fare può essere ripreso senza 'Distorsioni'. Ma dalla trilogia pensata dal Capanna più importante è leggere, oltre le critiche, il meno riuscito eppure più mediato Il Sessantotto al futuro. Indagare il passato è operazione sempre importante e, il più delle volte, necessaria. Fra gli spunti di riflessione maggiormente attraenti e/o accattivanti, quando non del tutto 'esplicati': "Quanto al nesso stringente fra il '68 e l'89 (caduta del muro di Berlino, dissoluzione dell'Urss e del blocco dell'Est) – qualcosa di ben più della trasposizione rovesciata di due numeri – non bisogna dimenticare che i processi di democratizzazione, emersi con Michail Gorbacev, avevano alle spalle lotte studentesche, operaie, di settori intellettuali sviluppatesi durante il Sessantotto, e dopo, non solo a Praga, ma anche a Varsavia, a Danzica, a Stettino, a Belgrado e, sebbene più limitatamente, a Mosca". Pensare a questo tipo di legami temporali dovrebbe aggiungere ragionamenti più che utili. Il discorso di Capanna, ancora, entra molto sulle positività di quel tempo di rivolte. E per dire molto del presente, attingendo tanto, giustamente, da dati certi e dati ancora in elaborazione. Se pur forse non ci sia bisogno di ridire che "la privatizzazione dell'acqua trasforma in merce una delle risorse più vitali del pianeta", per esempio, (e si potrebbe persino criticare aspramente quel "più vitali"), riprendere tappe che sappiano "dell'assurda distruttività dell'attuale organizzazione produttiva" guarda sempre in avanti.   

 

 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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